venerdì 26 ottobre 2018

Agnello e Patate alla Birra

Ingredienti:

  • COSTOLETTE DI AGNELLO 500 g
  • PATATE 500 g
  • AGLIO n. 2 spicchi
  • BIRRA 200 g
  • ROSMARINO, SALVIA q.b.
  • SALE, PEPE q.b.


Procedimento:

Pelare le patate e tagliarle; Porle in una teglia, rivestita con cartaforno, condirle con l’olio extravergine, il sale, alcuni aghi di rosmarino, e irrorarle con 100 ml di birra. 

Infornare, in forno già caldo a 180 °C, cuocere per 30 minuti: le patate dovranno risultare croccanti e dorate, e la birra evaporata. 

Condire, nel frattempo, la carne con l’aglio a pezzetti, la salvia e il rosmarino rimasto; Farla rosolare in una casseruola, a fuoco vivace, girandola da entrambe le parti, poi irrorare con la birra restante. Lasciar evaporare un po’, ma non del tutto, salare, pepare e coprire con un coperchio; Abbassate la fiamma e cuocete ancora per 2-3 minuti. 

Servire con le patate.


ENJOY  :-)




sabato 20 ottobre 2018

CONSIGLI ECO

Per limitare i consumi: Sostituisci il vecchio fornello elettrico con un fornello a gas (abbatti i costi del 60%), o con piastre in vetroceramica, che garantiscono un risparmio del 10%, o ancora con un fornello a induzione (dimezza i tempi di cottura: così riduci il consumo energetico!). Scegli il forno ventilato (consuma anche il 30% in meno, se lo sportello ha un buon isolamento termico).

Per limitare i consumi: Per ogni kilowattora prodotto con fonti fossili si emettono circa 700g di CO2. Ad esempio in media, in un anno, il phon consuma 48 kWh, il microonde 99, il televisore 158, il condizionatore 500.

giovedì 18 ottobre 2018

COME APPARECCHIARE LA TAVOLA

COME APPARECCHIARE LA TAVOLA





1.    La tavola non deve essere troppo grande, con distanze eccessive tra un invitato e l’altro: potrebbe raffreddare la conversazione; Tuttavia, deve essere sufficientemente grande da mettere i commensali a proprio agio.
2.    La tavola può essere interpretata in maniera differente in base alla situazione, al periodo dell’anno, al contesto. Una volta scelto il genere, però, gli elementi dovranno essere in armonia. Esempio: per la tavola country si prediligono tessuti naturali in lino o cotone, anche fantasia, e piatti in ceramica anche colorati con un centrotavola realizzato magari con semplici fiori di campo o rami di erbe officinali. La tavola più formale richiede invece maggiore attenzione nella ricerca degli accostamenti e nella selezione dei servizi. Ma entriamo nel dettaglio.
3.    Oltre alla piacevolezza degli oggetti, tutto ciò che sta sulla tavola deve essere perfettamente in ordine per non danneggiare il colpo d’occhio generale.
4.    La tavola deve essere apparecchiata prima dell’arrivo dei commensali e può essere arricchita con un centrotavola, anche a tema, che non deve disturbare la vista e il colloquio tra gli ospiti.
5.    La tovaglia deve rispecchiare l’arredo e inserirsi cromaticamente nel contesto, deve essere sistemata accuratamente rispettando le dimensioni del tavolo e scendendo sui lati abbondantemente, mentre i tovaglioli devono essere possibilmente dello stesso tessuto e piegati semplicemente.
6.    Ogni posto dovrà prevedere un sottopiatto, presente per tutta la durata del pasto, un piatto piano e all’occorrenza una fondina.
7.    Il dilemma delle posate. Per quanto riguarda il posizionamento delle posate ricordate che a destra dei piatti vengono posti i coltelli, con le lame rivolte verso il piatto accanto al cucchiaio, le forchette si trovano a sinistra e sono una o due in base al numero delle portate mentre le posate del dessert si trovano sopra il piatto.
8.    I bicchieri devono essere in un numero massimo di quattro e vanno posizionati a destra del piatto sopra i coltelli. Il primo da sinistra è il bicchiere più ampio destinato all’acqua, segue quello per il vino rosso di dimensioni medie, poi quello per il vino bianco e infine il flûte per lo spumante arretrato rispetto gli altri.
9.    Sale e pepe, olio e aceto non devono comparire sulla tavola apparecchiata, ma devono essere portati solo su richiesta dei commensali.

COME SEDERSI A TAVOLA

COME SEDERSI A TAVOLA





  1. alternare un uomo e una donna
  2. evitare di mettere vicini o di fronte le coppie di coniugi; Possono sedere vicino i fidanzati
  3. attribuire a ogni ospite la giusta importanza avendo più cura di chi è invitato per la prima volta
  4. il padrone e la padrona di casa l'uno di fronte all'altra a capotavola
  5. le persone più importanti (per importanza o per anzianità) siedono alla destra e alla sinistra dei padroni di casa 
  6. le altre coppie si alternano
  7. i parenti, le persone più giovani, e con chi si ha più confidenza, distanti dai padroni di casa
  8. se chi invita è una persona sola darà il posto a capotavola all'invitato più importante
  9. se chi invita è signore celibe darà il posto a capotavola all'invitata più importante
  10. devono essere divisi i grandi amici e i colleghi di lavoro 
  11. per favorire la conversazione, le persone con interessi comuni vanno disposte in prossimità. 

Regole valide per una tavola con 6, 10 o più di 10 invitati.

L'importante per la riuscita di un pranzo o una cena è sempre una buona cucina, una buona compagnia, e buone conversazioni... bisogna solo fare attenzione agli accostamenti sbagliati!

martedì 2 ottobre 2018

Chiesa S. Domenico di Monopoli

La chiesa di san Domenico ci riporta ad un ambiente spiccatamente domenicano. La presenza dei frati Domenicani a Monopoli risale al 1270 quando fondarono, fuori le mura nell’area di Cala Fontanelle, la Chiesa di Santa Maria Nova. Qui operò fra Reginaldo, di cultura ferrarese, importante per la sua opera di miniaturista: una delle sue opere è custodita nel Museo Diocesano. Tra il 1528 e il 1529 la chiesa fu distrutta perché poteva rappresentare un rifugio sicuro per i militari spagnoli, durante l’assedio del marchese del Vasto. Nella prima metà del ‘500 ebbero inizio i lavori di ricostruzione della chiesa all’interno delle mura. La bellissima chiesa rinascimentale che oggi si può ammirare è stata completata, probabilmente, intorno al 1580. Anche l’annesso convento, sede attuale della caserma dei carabinieri di Monopoli, è di quegli stessi anni. 
La facciata si caratterizza per il bel rosone e per le statue raffiguranti il Cristo.


L’interno della chiesa è scandito in tre navate che culminano con un’abside goticheggiante e una cupola rinascimentale, mentre nella zona del catino si osservano delle rosette lacunari. 

Il primo altare in tufo a destra è forse opera di Pasquale Simone, mentre la tela della Madonna del Rosario, raffigurante la consegna del Rosario a S. Domenico, è probabilmente di Paolo De Matteis, e la dedicazione della cappella è proprio alla Madonna del Rosario; le mensolette ai lati dell’altare dovrebbero essere attribuibili a Mauro Manieri e il pavimento è in maiolica napoletana; inoltre la stessa cappella nel 1562 fu adibita a sepolcreto dei militari spagnoli stanziati al castello. Sull’altare maggiore si può osservare il Crocifisso, che è opera di Michele De Palma del 1970. Tutti gli altari a sinistra sono di tufo scolpito e decorato con stucchi dalle maestranze leccesi. Nel 1853 chiudono quasi tutti i conventi della Puglia. Nel 1861 si fecero allontanare i frati da Monopoli. Dal 1881 ad oggi la chiesa è ben curata dai confratelli di S. Cataldo. Vi sono custodite le statue dei SS. Medici Cosma e Damiano.

Chiesa S. Leonardo di Monopoli

La chiesa di san Leonardo riporta ad un ambiente di carattere benedettino. È opera dell’artista salentino Mauro Manieri, che la realizzò nel 1742. Annesso alla chiesa c’è l’importante convento di clausura delle suore Benedettine. Dei primi del Novecento è la sede dalla Confraternita di san Giuseppe, ed è possibile ammirarvi un museo di arte e oggettistica sacra. Costruita nel 1722, sui progetti dell’architetto salentino Mauro Manieri (Manieri fu anche scultore, pittore, incisore e orafo, oltre che autore di fabbriche famose come la facciata del duomo di Taranto e della chiesa delle Alcantarine a Lecce), la chiesa di san Leonardo è una delle chiese barocche più belle di Monopoli. 
Nel 1737 il convento contiguo subì una ristrutturazione, in occasione della quale fu innalzato anche il campanile che risale agli anni ‘20. 

Gli ampliamenti della chiesa, invece, sono stati portati avanti dal 1742 in poi, come dimostra il cartiglio collocato all’interno del frontone superiore, sul timpano semicircolare (il cartiglio è una cornicetta con delle lettere incise). Sulla facciata sono riportate la tiara papale e le chiavi apostoliche. 
La chiesa è dedicata a san Leonardo, quindi ambiente benedettino, e di conseguenza i santi all’interno della chiesa sono o san Leonardo o i gemelli san Benedetto e santa Scolastica; e quindi sulla facciata c’è san Benedetto, così come dall’altra parte, sotto il campanile, senza testa (acefala), la figura si santa Scolastica. 
La chiesa è tipicamente barocca, corredata da festoni centellinati da puttini festosi e saltellanti, per arrivare ai diversi capitelli di stile ionico. I gradoni, infine, movimentano molto geometricamente la facciata. 


Internamente la chiesa di san Leonardo ha subito delle modifiche. Le ultime risalgono agli anni ’20 (1920-1922): il pavimento ha coperto sicuramente l’ingresso al sepolcreto. La bussola lignea, finalizzata a staccare l’esterno dall’interno, è recente (1909), e gli altri elementi risalgono alla fine dell’800 e ai primi ‘900, oltre a quelli più recenti come l’altare, degli anni ’40/’50. Le tempere su intonaco sono collocate all’interno di cornici e di stucchi. Esse impreziosiscono le chiese come quella di san Martino, anch’essa benedettina. 
Importanti sono “La morte di santa Scolastica” con una scritta (Io volerò e riposerò. Il Signore mi darà le ali di una colomba ed io volerò e potrò riposare) entrando a destra. A sinistra troviamo la raffigurazione della “Morte di san Benedetto” lungo la strada dell’Oriente. 
Altri elementi molto interessanti sono i quattro contorni angolari, dei quali i primi due sono collocati all’ingresso e sono dotati di acquasantiera: raffigurati a sinistra i santi (dell’Ordine Benedettino) Placido, Gaetano d’Etienne e Leonardo con l’attributo delle catene e della Regola Benedettina; mentre a destra c’è san Benedetto con il corvo. Le opere dell’altare sono rilevanti. Esso dovrebbe appartenere alla scuola di Aniello Gentile (anche nella Cattedrale di Monopoli c’è un altare del Gentile). Si tratta di un altare molto decorato, policromo, al centro del quale ammiriamo una bellissima tela attribuita a Paolo De Matteis. Essa raffigura la “Madonna insieme con Sant’Anna” che mostra il Bambin Gesù. Sono tutti in Gloria tra i Santi: da un lato c’è san Benedetto, mentre sull’altro san Leonardo, raffigurato anche qui con le catene in mano. Il quadro risale al 1740-1760. Quindi coevo alla costruzione e all’ingrandimento della Chiesa. 

giovedì 27 settembre 2018

Ciambella nel mixer

Ingredienti:

  • FARINA 330 g
  • ZUCCHERO 200 g
  • UOVA n. 3
  • LATTE 180 ml
  • BURRO 150 g (a temperatura ambiente)
  • SALE un pizzico
  • LIEVITO n. 1 bustina
  • ZUCCHERO A VELO q.b.

Preparazione:

Nel MIXER: Verso tutti gli ingredienti e frullo.

Nel tegame: Imburrare ed Infarinare; Versare l'impasto e livellarlo.

Infornare, in forno già caldo, a 180°C, per 30 mins.

Lasciar raffreddare; Sformare e cospargere di zucchero al velo.

ENJOY  :-)