giovedì 17 ottobre 2019

Rotolini di Salmone con ricotta e datteri

Ingredienti: 
  • SALMONE AFFUMICATO 200 g
  • RICOTTA 200 g
  • DATTERI DENOCCIOLATI q.b.
  • OLIO, SAPE, PEPE BIANCO q.b.



Procedimento:

In una coppetta: Mescolare la ricotta, olio, sale e pepe. 

Disporre, su cartaforno, le fette di salmone, sovrapponendole leggermente. Stendervi la farcia di ricotta e disporre i datteri allineati.

Arrotolare e formare un salsicciotto. Avvolgere nella pellicola.

Far riposare, in frigo, per 2-3 ore.

Tagliare a rotolini e disporre su un piatto da portata.


ENJOY  :-) 


Immagine tratti da Internet

martedì 15 ottobre 2019

Marc GROTJAHN


ASTRATTISMO è il termine da affiancare a un artista contemporaneo che non ha intenzione di essere figurativo nella propria arte in quanto si pone come obbiettivo il raggiungimento, sempre maggiore, dell’astrazione: si tratta di Mark Grotjahn, un pittore americano che crede fortemente nell’importanza di attribuire un ricco significato alle proprie creazioni artistiche.
Ispirato da Kandinsky, Klee e dal Bauhaus, Mark Grotjahn è particolarmente noto al pubblico come il realizzatore della serie Face Paintings, facce aventi occhi che ricordano l’aspetto di un totem, che immergono lo spettatore in un mondo magico e primitivo, e della Butterfly series, in cui delle farfalle sembrano svolazzare con le loro ali colorate e dalle linee marcate verso coloro che le ammirano.
L’interesse per la costruzione dell’immagine tridimensionale su un piano bidimensionale è il fulcro del lavoro dell’artista, ove due o più punti di fuga sono il mezzo impiegato per l’ottenimento dell’effetto ottico.
Quando si osserva un’opera di Grotjahn, si pensi alla serie FACE PAINTINGS, lo sguardo del fruitore viene catturato al centro dell’opera e successivamente si espande verso l’esterno in modo simmetrico. Cosa ricorda questo “accesso centrale”? Sicuramente la prospettiva Rinascimentale, un paragone inevitabile, una tecnica straordinaria che ha permesso all’artista di riempire gli spazi della tela in modo più veloce. L’osservatore, in virtù della distanza che mette tra sé e l’opera, è in grado di cogliere le forme del mondo naturale, quali arbusti, foglie o insetti, oppure perde l’orientamento in un intricato labirinto di linee e colori, lasciandosi coinvolgere in quell’effetto ottico studiato dall’artista come se fosse un gioco.
Non solo prospettiva, ma anche colore e atmosfera caratterizzano la serie delle farfalle, dove giochi di colore coinvolgono lo spettatore, imprigionandolo prima nella tela e poi catapultandolo all’esterno.
Non è necessario che esista il FIGURATIVISMO in un’opera per poter coinvolgere emotivamente l’osservatore, Mark Grotjahn ha saputo dimostrare come si possa essere attratti da un manufatto artistico semplicemente lasciandosi trascinare all’interno della tela da un gioco ottico fatto di linee e colori, ove regina è la prospettiva, che da secoli coinvolge gli ammiratori dell’arte.



"NUOVA CAPRI"

La sua più grande mostra di nuovi lavori fino ad oggi. Derivanti da un corpus di opere che ha creato per una presentazione privata sull'isola di Capri, nel 2016, questi dipinti segnalano una direzione completamente nuova nella pratica di Grotjahn, mentre si distacca dai dipinti del volto a favore di un processo di lavoro più sperimentale e spontaneo.

Nei suoi dipinti, disegni e sculture, Grotjahn intreccia e rivitalizza vari modi storici di astrazione, sondando i limiti tra gesto e geometria, impulso ed esattezza. Le sue opere si svolgono secondo rubriche precise ma mutanti, risultando in un ampio vocabolario di motivi visivi che migrano da una serie all'altra in permutazioni compulsive e autoreferenziali. Come sezioni trasversali sedimentarie o paesaggi senza orizzonte, la serie Capri contrappone la qualità allover dell'espressionismo astratto con momenti di logica controllata, quasi minimalista.

Felix GONZALES-TORRES

Fu influenzato dall'ARTE MINIMALISTA e dalle posizioni politiche del suo periodo d'attività. Nato a Porto Rico (1957-1996) si trasferì a New York dove espose dal 1990 presso la Andrea Rosen Gallery, fino alla sua morte avvenuta per complicazioni dovute all'AIDS. Le sue opere, molte delle quali invitano il visitatore a portarne via una parte e che vedono fra i materiali l'uso di lampadine, orologi, carta, caramelle, son considerate una rappresentazione del suo rapporto con l'AIDS. Una serie di opere permettono al visitatore di portare via delle caramelle poste in un dispenser in un angolo della sala, altre distribuiscono sottili fogli di plastica trasparente o stampe in serie. I dispenser sono riempiti non appena il loro contenuto diminuisce. La lettura più diffusa dei lavori di González-Torres vuole che i cambiamenti delle sue opere, le lampadine fulminate, l'esaurimento delle caramelle, siano una metafora del processo di morte. Nel 1991 ha esposto un uovo riempito con 315 kg di caramelle alla liquirizia a forma di proiettile rimettendo in discussione ed al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica statunitense la sua posizione riguardo alla Guerra del Golfo, ma una delle sue opere più famose,
Felix Gonzalez-Torres, morto alla prima età di 38 anni nel 1996, è considerato uno degli artisti più influenti della sua generazione. Usando oggetti di uso quotidiano come specchi, orologi, puzzle, caramelle e pile di carta, l'opera di Gonzalez-Torres ha esaminato più in profondità la funzione "pubblica" dell'arte.





Opera senza Titolo, del 1991, è un cartellone pubblicitario apparso a New York con la fotografia in bianco e nero di un letto vuoto, scattata dopo la morte per AIDS del suo compagno Ross.


mercoledì 9 ottobre 2019

Polpette di Vitello tonnato

Ingredienti:

  • VITELLO MACINATO 500 g
  • SEDANO, CAROTA, CIPOLLA q.b.
  • PANINO n. 1 
  • UOVA n. 1-2 (meglio n.2 Tuorli)
  • PANGRATTATO q.b.
  • SALE, PEPE q.b.
  • OLIO per friggere q.b.

  • TONNO SOTT'OLIO 160 g
  • CAPPERI sciacquati q.b.
  • UOVA SODE n. 2-3
  • ACCIUGHE n. 2

Procedimento:

In un tegame: Preparare il brodo vegetale con acqua e verdure a dadini.

In una coppa: Mescolare il macinato con la mollica del pane (lasciato ad ammorbidirsi in acqua, nel caso sia duro); Aggiungere pangrattato, l'uovo, sale, pepe.

Formare le polpette e schiacciarle leggermente.

In un tegame: Portare a temperatura l'olio; Friggere le polpette.

PER LA SALSA:
In un tegamino: Bollire le uova 8-9 mins dall'inizio del bollore; Scolarle, passarle sotto l'acqua fredda e pulirle.
Frullare tutti gli ingredienti, aggiungendo il brodo se necessario.

In un piatto: 
-Disporre le polpette e formarci sopra dei ciuffetti di Salsa tonnata (se si vuole prepararla piuttosto densa), aiutandosi con una sac à poche, ed aggiugere un cappero su ogni ciuffetto;
-infilare n. 4-5 polpette su ogni spidino e la salsa versarla in una coppetta;
-Versare a specchio la salsa tonnata (se si preferisce più liquida) e sistemarci sopra le polpette.


ENJOY  :-) 



Immagine tratta da Internet


Parrebbe Fegato alla veneta, ma è Tacchino e le Cipolle sono caramellate

Ingredienti:
  • TACCHINO n. 2 fette
  • CIPOLLE ROSSE (possibilmente) n. 2
  • FARINA q.b.
  • VINO BIANCO q.b.
  • ACETO VINO BIANCO q.b.
  • OLIO, SALE q.b.
  • ZUCCHERO n. 1 cucchiaio scarso

Procedimento:

Sbucciare e tagliarle a fette sottili le cipolle; Metterle a bagno, in una coppa, per almeno 10 mins; Scolarle.

In un ampio tegame: Versare le cipolle ed aggiungere la zucchero; Dopo pochi mins, versare il vino bianco e cuocere per pochi mins; Salare; Inumidire con l'aceto e togliere dal fuoco. Versare le cipolle in una coppa.

Tagliare a tocchetti il tacchino ed infarinarlo leggermente.

Nello stesso tegame: Versare un filo di olio e farvi rosolare i bocconcini di tacchino; Sfumare con il vino e salare; Aggiungere le cipolle e lasciar insaporire gli ingredienti.

ENJOY  :-)

giovedì 12 settembre 2019

John OLSEN - IL PAESAGGIO "ASTRATTO"

Etichettato come Astrattista, lui descrive, invece, il suo lavoro come un'esplorazione della "Totalità del PAESAGGIO".

L'influenza nel lavoro di Olsen sembra esser derivata dai suoi viaggi in Spagna, dove sviluppò un interesse nella cultura spagnola. Olsen tornò poi in Australia e volle rappresentare la cultura australiana in modo tale che il mondo intero potesse vederne la diversità attraverso le differenti stagioni.







lunedì 2 settembre 2019

JAN VERMEER - il Maestro olandese della Luce

JAN VERMEER, nasce a Delft in Olanda nel 1632, figlio di un mercante d’arte e tessitore di seta che influenza la futura carriera nell’arte di Vermeer e che inizia la sua formazione artistica intorno al 1640.
Maetro della "LUCE OLANDESE", interpreta in modo personale gli studi del chiaroscuro di Rembrandt (e quindi di Caravaggio), creando dipinti di rara poesia che traggono ispirazione dalla REALTA' QUOTIDIANA, Rritraendo momenti intimi della VITA DOMESTICA. La sua pittura è lenta e realizzata con raffinatezza cromatica (con pigmenti elaborati e costosi) e di poetico valore della LUCE: i Soggetti vivono come fuori dal tempo, in un'atmosfera sospesa.
La pittura olandese del 600 favorì la produzione di piccole opere con tematiche profane adatte a decorare le case borghesi. La classe dominante, banchieri e mercanti, di religione protestante fu, infatti, lontana dal mecenatismo religioso. Paesaggi, scene di genere e ritratti furono i soggetti più richiesti e gli artisti si distribuirono in molte piccole scuole locali sovvenzionate dal piccolo collezionismo borghese. Jan Vermeer fu protagonista di questa stagione e furono famose sono le sue scene di interni con figure femminili.

Analizziamo 4 delle 36 opere riconosciute che ci ha lasciato in eredità l'Artista.

“La LATTAIA” del 1660, una delle più famose della PITTURA DEL GENERE del ‘600, offre una immagine di serenità domestica molto suggestiva e particolare; era favorita la produzione di piccole opere con tematiche profane adatte a decorare le case borghesi. La classe dominante, banchieri e mercanti, di religione protestante fu, infatti, lontana dal mecenatismo religioso. Paesaggi, scene di genere e ritratti furono i soggetti più richiesti e gli artisti si distribuirono in molte piccole scuole locali sovvenzionate dal piccolo collezionismo borghese. Jan Vermeer fu protagonista di questa stagione e furuno famose sono le sue scene di interni con figure femminili.
Nel dipinto La lattaia il modellato della donna è morbido e la luce che proviene dall’esterno crea la spazialità dell’ambiente. La materia pittorica non è levigata perfettamente e le superfici sono rese con pennellate che creano campiture ravvicinate. Nonostante questo, l’effetto che Vermeer ottiene è molto reale perché ottenuto scolpendo pittoricamente la luce.
Lo Spazio del dipinto è un ambiente chiuso. L’illuminazione proviene dalla finestra che si vede chiaramente sulla parete di sinistra. La luce colpisce la donna e la natura morta di fronte a lei in modo diretto e mette in evidenza i volumi. Il volto della lattaia è illuminato per la sua metà sinistra così come il corpo e le braccia. Jan Vermeer utilizza l’illuminazione per creare zone di interesse nella sua composizione. Infatti, è, soprattutto, la natura morta in primo piano ad essere descritta nei particolari in modo poetico, dalla luce che filtra dalla finestra. Il tono generale del dipinto è caldo ed i colori sono tutti parte di una gamma di marroni, gialli e ocra.


"DONNA CON BROCCA D'ACQUA" del 1665, In una stanza di un'agiata casa olandese, una donna sta aprendo una finestra sulla sinistra, mentre con l'altra mano impugna la brocca in metallo di un acquamanile. Vari oggetti rivelano lo stato benestante della casa: la vetrata elaborata alla finestra, il prezioso tappeto orientale che copre il tavolo, il cofanetto aperto da cui sporge un nastrino e un filo di perle, la sedia intagli e schienale in pelle fissato con borchie, la carta geografica appesa alla parete neutra. 
Incredibile è la RESA LUMINOSA e gli effetti dei vari materiali, dal soffice tappeto alla trasparenza semiopaca del vetro, fino al lustro del metallo di brocca e bacile, che riflette ad esempio il motivo tessuto che copre il tavolo. Nuovamente sono principali i COLORI PRIMARI: la cromia è dominata dai toni del giallo e dell'azzurro, con la vivace nota di contrasto rossa nell'angolo inferiore sinistro. 

"RAGAZZA CON TURBANTE" o "RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA" (1666), soprannominata da molti come “la Monna Lisa olandese”, è un dipinto che appartiene al genere olandese dei “TRONIEN”: ritratti in costume esotico con personaggi biblici o del passato. L’artista produsse una serie di opere di tal genere che, all’epoca, erano piuttosto richieste. 
Il colore più diffuso nel dipinto è il bruno molto scuro, quasi nero del fondo. Da questo colore emergono per luminosità il ritratto della ragazza. Poi, l’abito chiaro e la fascia che scende dalla sua nuca. Mentre il tessuto che porta intorno alla fronte è blu cobalto. L’incarnato è rosa ocra con ombre bruno scure. Infine, le labbra sono colorate di un rosso acceso. Risulta un forte contrasto di luminosità tra la figura della ragazza e il fondo scuro. La luce proviene da sinistra e illumina direttamente il viso della ragazza, il colletto bianco la parte superiore del turbante. Si creano, inoltre, ombre scure e profonde a destra della figura. Nel dipinto è ritratta una giovane rivolta a sinistra. Il viso è voltato di tre quarti. Gli occhi, invece sembrano puntati direttamente verso l’Osservatore, creando una certa suggestione. 


"La MERLETTAIA" (1970) una giovane donna intenta al suo lavoro. Il volto della giovane è reclinato verso il tavolo inclinato sul quale sta assemblando il merletto.
Nonostante il viso sia rappresentato di scorcio è possibile notare la grande attenzione che la merlettaia pone al suo lavoro. Vermeer utilizzò una sintesi di mezzi espressivi. L’ambiente viene descritto in modo efficace, nonostante l’artista abbia compiuto una riduzione notevole di dettagli. Infatti Vermeer si concentrò esclusivamente sul personaggio della ragazza. Il dipinto incornicia orizzontalmente la scena. All’interno dell’inquadratura rientrano, a sinistra, il tavolo da lavoro con alcuni strumenti necessari a raccontare l’attività svolta sulla scena. A destra, quasi in modo speculare si trova il campo destinato a ospitare il lavoro e le mani della ragazza in movimento. Nella parte alta e superiore, non esattamente al centro, si trovano il busto e il volto reclinato della merlettaia. Le diagonali del dipinto si incontrano, comunque, al centro del busto della ragazza, in un punto sulla linea compositiva, che va dal volto della ragazza alle sue mani. La linea obliqua formata dal tavolo da lavoro inclinato, prosegue, poi, a sinistra, sugli oggetti di servizio rendendo dinamico e meno rigido l’impianto compositivo.
È l’ILLUMINAZIONE ad essere il vero oggetto dell’interesse artistico dell’artista fiammingo in questo dipinto. La tecnica che utilizzò Jan Vermeer per realizzare gli effetti luminosi sulle mani e sul volto della donna si ritrova, così, in altre sue opere. Per realizzare le parti più luminose, l’artista dispone sulla tela dei puntini colorati che donano grande luminosità fondendosi quando osservati a distanza. Questa tecnica suscitò l’interesse di molti artisti dopo di lui. Infatti una certa critica la considera una delle fonti di ispirazione per la nascita dell’IMPRESSIONISMO. La Merlettaia fu molto apprezzato da Renoir. L’artista, infatti, la definì una delle tele più belle del mondo accanto a Imbarco per Citera di Watteau.